IL NEOREALISMO
La tendenza o piuttosto l’aspirazione generale
della letteratura del dopoguerra è quella indicata con la denominazione
di neorealismo. La guerra, specie in Italia, apparve al suo termine
come una grande sciagura nazionale, ma anche come una liberazione.
Mentre il precedente dopoguerra (in strano contrasto con l’esito
vittorioso del conflitto) produsse depressione e disorientamento
politico e spirituale, gli anni successivi al secondo dopoguerra
furono in Italia caratterizzati da un grande fremito ed una grande
speranza di rinnovamento.
La rivoluzione politica e sociale attesa da decenni e concepita
come reale svolgimento e conclusione del nostro Risorgimento,
pareva dovesse attuarsi nonostante la tragedia della sconfitta,
e anzi proprio perché la generale rovina consentiva più larga
possibilità di rinnovamento ed apriva la strada ad una sostanziale
inventiva politica, civile ed economica. Questo generale fervore
di spirito, questa fede nelle nuove capacità costruttive del popolo
italiano, questa pienezza d’animo produssero un più aperto gusto
del reale, un bisogno di guardarsi intorno, un interesse ed una
fiducia nuova negli uomini e nelle loro vicende. E’ la condizione
generale da cui nasce in letteratura la tendenza realistica, ciò
la tendenza all’osservazione ed alla rappresentazione della società
e del mondo reale. Grandi autori come Calvino, Fenoglio, Pavese,
Levi, Vittorini, Bartolini contribuirono con le loro opere a diffondere
l’influenza e l’importanza del neorealismo.
La letteratura del secondo dopoguerra si annunziava tutta rinnovata
e tutta realistica: nella poesia propugnava il distacco dall’ermetismo
e ambiva ad una poesia in forme nuove, nella narrativa e in generale
nella prosa, si proponeva il passaggio dal chiuso gusto artistico
ad una prosa anch’essa popolare, esperta della tradizione, ma
non vincolata ad essa, libera di comporsi in impasti nuovi non
solo traendo i suoi materiali da ogni regione, ma anche ispirandosi
alla lingua non solo dei ceti colti (i “ben parlanti” manzoniani),
ma di tutti i ceti, specialmente quelli popolari, con le inflessioni
e i contributi dialettali della nuova lingua.
Il nuovo realismo narrativo rappresentava la società, soprattutto
con le sue ingiustizie e le sue miserie, la sua secolare sofferenza
ed immobilità e con le sue nuove speranze ed energie. Questo movimento
era in letteratura, un fenomeno corrispondente alla vita civile,
dove subito dopo la guerra irruppero programmi rivoluzionari e
generose speranze guidate da un impetuoso spirito illuministico.
Il neorealismo è senza dubbio il movimento del cinema italiano
che ha conquistato maggiori consensi e fama in tutto il mondo.
Esempi significativi di registi italiani neorealisti sono Rossellini
e De Sica.
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