« Scrivo per un'infinitą di motivi.
Per vocazione, anche per continuare un rapporto,
che un avvenimento e le convenzioni della vita
hanno reso altrimenti impossibile,
anche per giustificare i miei sedici anni di studi
non coronati da laurea,
anche per spirito agonistico,
anche per restituirmi sensazioni passate;
per un'infinitą di ragioni, insomma.
Non certo per divertimento.
Ci faccio una fatica nera.
La piś facile delle mie pagine
esce spensierata da una decina
di penosi rifacimenti.
Scrivo with a deep distrust and a deeper faith».
|
|